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Squarcio: intervista ad Andy Ben

Squarcio, l’intervista ad Andy Ben

1Tutti avrete letto almeno una volta un libro thriller ma forse non tutti hanno avuto la possibilità di scoprire ed appassionarsi ad un ero-thriller ed a tal proposito, siamo qui oggi in comapgnia di Andy Ben, per parlare del suo nuovo romanzo “ Squarcio “.

E’ impossibile non notare la copertina ad effetto del suo romanzo, ci potrebbe descrivere la trama del suo libro?

La copertina colpisce molto e devo ringraziare ancora una volta Lettere Animate per la scelta azzeccata. Il suo contenuto spero faccia altrettanto. La storia è ambientata a Milano e dintorni, luoghi che conosco abbastanza bene a cui però ho aggiunto un pizzico di fantasia. Senza svelare troppo, il romanzo è narrato in prima persona dai protagonisti in una sorta di ‘presa diretta’, e racconta una serie di inseguimenti: c’è chi insegue la vendetta, c’è chi cerca giustizia, c’è chi insegue una vana gloria e c’è chi desidera conoscere alcune verità. Come in ogni giallo che si rispetti non tutto è come sembra, e spesso anche chi narra da l’impressione al lettore di essere un personaggio e magari alla fine si scopre che la sua identità è un’altra. Man mano che si prosegue nella lettura si scoprirà… beh forse è meglio fermarsi qui.

Crede che le persone potrebbero discriminare la scelta di un libro sapendo che si tratta di un thriller con venature erotiche invece del classico thriller?

Credo che l’erotismo, ma anche più semplicemente il sesso, faccia parte della nostra vita di tutti i giorni. Pertanto suppongo non ci possa essere discriminazione in tal senso, anzi credo proprio che la venatura erotica funga da leva nel verso opposto; sono sempre stato piuttosto scettico sul perbenismo della gente. Per me erotismo vuol dire stuzzicare e incuriosire il lettore senza voler arrivare a tutti i costi al sodo, magari lasciando il tutto alle intenzioni. Nel romanzo ho miscelato al meglio questi ingredienti. Posso dire altrettanto sicuramente però, che non è un libro rivolto ai giovanissimi, anche se le scene di sesso non sono gratuite e sono funzionali al racconto, sono piuttosto crude, così come le scene di violenza.

Com’è nata l’idea di scrivere “ Squarcio “?

Dopo aver scritto il mio primo romanzo, ormai 5 anni fa, che aveva carattere pseudo-biografico e tendente al rosa, avevo deciso che se mi fossi impegnato in un’altra opera, sarebbe stata del genere che amo di più. Quando due anni fa mi si è accesa la classica lampadina e di getto ho scritto quella che io amo definire la sceneggiatura del romanzo, questo era incentrato tutto sul punto di vista del cattivo e la sua nemesi era il poliziotto standard visto e rivisto in decine di film e romanzi. A quel punto, confrontandomi con una cara amica di Torino, lei stessa mi ha dato l’idea di ribaltare i punti di vista e di raccontare di un detective donna: ha usato tre aggettivi per descriverlo, io mi sono innamorato di quelle definizioni ed è nato l’ispettore Montorsi e di conseguenza “Squarcio”.

andyHa incontrato delle difficoltà nella stesura del suo romanzo? Se sì, quali?

Si innumerevoli, ma la più dura è stata proprio quello di scrivere dal punto di vista di una donna; soprattutto le scene di sesso… ahimè già noi uomini di piacere femminile ne capiamo ben poco, figuriamoci scrivere come vive il sesso una donna senza apparire grottesco o peggio ancora facendo sembrare il racconto quello di un uomo. Diciamo che se sono riuscito a districarmi da queste difficoltà, e questo me lo diranno solo i lettori, devo ringraziare un’amica e la ragazza che ha curato l’editing del romanzo.

Molte persone sono contrarie agli ebook, noi crediamo che siano invece una scelta molto ecologica ed anche portatile. Cosa direbbe ai potenziali lettori per invogliarli ad acquistare il suo romanzo?

Le novità sono spesso viste con un occhio di sospetto. Ho trascorso l’adolescenza negli anni 80, e la giovinezza nei 90, passando con disinvoltura dalle cassette ai cd, dalle videocassette ai dvd e poi ai blue-ray e vivendo in prima persona la nascita di internet quando ancora si viaggiava a 56k se andava bene. La tecnologia ha portato nell’ultimo ventennio una serie di comodità che neanche ci potevamo immaginare. Anche per i libri ci si adeguerà. Personalmente subisco ancora il fascino del cartaceo, ma sia in termini di costi che in termini di portabilità, l’ebook è un grande passo in avanti. Ad eccezione dei grandi classici o degli autori che amo collezionare e che acquisto comunque on-line, il resto della mia biblioteca è su tablet o su reader e già da qualche anno prediligo leggere autori emergenti come spero di diventare.

Nel suo romanzo sono presenti molti flash-back, ha creato una tecnica particolare per non confondere il lettore e mantenerlo focalizzato sui particolari salienti delle vicende?

Ho scritto il romanzo con l’intenzione di trasmettere e far percepire al lettore le stesse sensazioni che ho provato guardando ‘The Blair Witch Project’. Tuttavia l’impatto visivo è molto più forte e rapido che una lettura; per intendenderci l’azione di prendere una borsa su un tavolo è molto più immediata che leggere: “prendo la borsa appoggiata sul tavolo”. Utilizzando lo stile della narrazione in prima persona in ‘presa diretta’ si può incorrere in due errori diametralmente opposti: il primo è quello di scrivere semplicemente una serie di azioni, il secondo è quello di dilungarsi in descrizioni che non danno il senso reale dell’azione e che ne fanno perdere la dinamicità. In quest’ottica il romanzo è ridotto all’osso nella presa diretta e i flashback, o i ricordi, permettono invece di descrivere maggiori particolari o sensazioni che arrichiscono la trama. Detto questo, ho giocato molto sull’equilibrio dei due aspetti e soprattutto sul mantenere celata, fino al limite dell’equivoco,  l’identità di chi sta parlando, per tenere alta la tensione, l’attenzione e stimolare la curiosità di chi legge.

Senza dare anticipazioni, potrebbe dirci se ha disseminato degli indizi qua e la all’interno del suo romanzo per il lettore?

Mi fa una domanda alla quale è praticamente impossibile rispondere. Certo, gli indizi ci sono, ma sta al lettore scoprire quali sono e dove sono.

Il finale è del tutto ad effetto, ma ci sono dei momenti in cui ha deciso di mutare delle parti del libro per sostituirle con nuovi eventi?

Come dicevo poco fa, quando comincio un nuovo romanzo, scrivo di getto tutta la sua sceneggiatura dall’inizio alla fine, definendo le ‘tappe del percorso’ e la sua trama di massima. Poi nel tempo, e normalmente ho tempi molto lunghi, in maniera assolutamente casuale a seconda dell’ispirazione, riempio le tappe. In questa fase ci sono sicuramente degli aggiustamenti alla sceneggiatura, ma di solito mi discosto poco dalla linea guida originale. In questo senso “Squarcio” è stata un’eccezione con una modifica piuttosto drastica proprio sul finale… o come preferisco, sui finali. Dal tono della domanda posso intuire che le sono piaciuti e già questo mi appaga.

La ringraziamo per averci dedicato del tempo e le auguriamo di poter abbracciare il successo nel mondo degli scrittori.

Grazie a voi del tempo che mi avete dedicato e buona lettura.

Author: Giulia Teotto

Giulia, articolista freelance, Seo Specialist, ama condividere le sue passione per il mondo della moda, il benessere e tutto ciò che può catturare la sua attenzione

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