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La piscina delle mamme, intervista a Filippo Gigante

LAPISCINADELLEMAMME_COP_WEB_LUGLIO_2013Per chi ama i romanzi che narrano le vicende che si sono svolte dopo la Seconda Guerra Mondiale, oggi analizzeremo il romanzo “ La piscina delle mamme “ assieme allo scrittore Filippo Gigante che ci ha concesso di porgli alcune domande.

Potrebbe narrarci la trama del suo romanzo?

Dopo gli eventi della Seconda Guerra Mondiale, la Cecoslovacchia è sotto il dominio dell’Unione Sovietica e un’ondata di emigrazione porterà centinaia di cittadini a trovar fortuna altrove. Questa è la storia di Olga e Berta, due donne nate nella splendida città di Praga e che col cuore ferito dal dolore del passato giungeranno in un paese italiano che si affaccia su un suggestivo lago. Qui, attraverso la ricerca di nuove abitudini, sogni letterari, particolari vicini di casa e passioni artistiche e gastronomiche, saranno pronte a tuffarsi, insieme ai lettori, nell’originale e scanzonata visione di una vita che, nonostante tutto, riesce ancora a far innamorare anche chi è certo di aver perduto ogni speranza. Un romanzo dedicato a chi si sente eroe ogni giorno e a tutte le donne che si sentono mamme nella loro piscina di storie ed esperienze.

Per la stesura del suo romanzo ha impiegato molto tempo per riuscire a cercare tutte le informazioni storiche necessarie?

Due settimane. Durante la stesura del romanzo, mi sono accorto che lo stesso periodo storico nei libri di scuola veniva, per lo più delle volte, solo accennato e così ho voluto documentarmi attraverso alcune ricerche in biblioteca e sul web. Tra i tanti avvenimenti di quel periodo, ce ne fu uno che mi colpì nell’immediato: la storia di Jan Polach, lo studente ventenne cecoslovacco che protestò contro la repressione militare della “Primavera di Praga” da parte delle truppe dell’Unione Sovietica. Nel romanzo, Jan è un caro e vecchio amico delle protagoniste e la sua storia viene raccontata nel quarto tuffo (il quarto capitolo dedicato alla “fase del volo”). Le nozioni storiche son servite a creare sia un ulteriore impatto emotivo nella trama, sia delle relazioni con i personaggi principali.

Olga e Berta hanno perso le speranze della vita, come tante altre persone dopo la Seconda Guerra Mondiale, lei ha avuto la possibilità di ascoltare i racconti di coloro che hanno vissuto quegli attimi di terrore?

Non ho ascoltato solo chi ha vissuto quegli anni, ma anche e soprattutto chi durante la propria vita ha perso delle persone care. Da queste tristi situazioni nascono delle esperienze di reciproca solidarietà, che servono a lenire quello che, in assoluto, è il dolore più grande cercando di non perdere totalmente la voglia di vivere. Tutta questa gran quantità di dolore nel romanzo non viene evitato o ignorato ed è stato necessario descriverlo e farlo superare dai personaggi attraverso la pazienza e il senso appagante della forza del pianto. Il dolore, vissuto e accettato in modo consapevole e non negato, intraprende un percorso itinerante tra mondo interno ed esterno, concludendosi con la riconquista del piacere della continuità, del pensare, desiderare, creare e tornare a vivere riappropriandosi di una identità arricchita da una nuova serie di eventi e conoscenze. Il romanzo stesso, in alcuni capitoli, diventa quasi una guida e una vera e propria cura al dolore.

philHDWEBOlga e Berta perdono i mariti a causa della guerra, crede che molte donne si siano ritrovate sole e vuote per la perdita della persona amata e non siano riuscite a trovare lo spunto per amare nuovamente la vita?

Nei miei romanzi c’è la continua presenza di una immagine simbolica, quella di una fenice che nasce, muore e rinasce dalle proprie ceneri. Diversi lettori si sono ritrovati tra le pagine delle mie storie e sono felice che in queste stesse pagine abbiano tutti ritrovato la forza di un sorriso, di gesti semplici capaci di compiere piccoli miracoli. Le protagoniste de “La Piscina delle Mamme” sognano di ritornare mamme anche solo per un giorno, sentono di meritare ancora tanto dalla vita e il tempo avrà cura delle loro speranze. Nel loro percorso troveranno diversi spunti che consentiranno loro di amare nuovamente le bellezze di una natura che donerà loro coraggio e volontà nell’andare avanti.

Le due protagoniste si trasferiscono in Italia e sono solite raccontarsi le loro vicende passate passeggiando in riva al lago. Crede che il lago possa in qualche modo portar via o alleviare il dolore e portare un po’ di conforto?

Il lago, nel romanzo, rappresenta uno dei luoghi della riflessione. L’idea di sceglierlo proprio come luogo sinonimo di serenità, nasce durante il bellissimo e suggestivo viaggio tra Como e Lecco. Posti già descritti dal celebre Alessandro Manzoni che hanno suscitato in me delle piacevoli ispirazioni. Il lago è uno dei posti più felicemente frequentati da famiglie, coppie innamorate, anziani che condividono i loro momenti con un po’ di rassegnazione e quel pizzico di speranza che basta per leggere ogni attimo con quell’ottimismo a tratti mascherato. Nel silenzio del paesaggio, l’occhio ritrae tutti i minimi dettagli dell’ambiente circostante, perché non si vuole lasciare alle spalle qualcosa di veramente bello e amato. Tutto questo nasce dall’osservazione di questo e altri posti predisposti all’attenzione del particolare e il saper osservare, significa cercare risposte o far tacere i cattivi pensieri.

Le due donne riescono a fare amicizia con i nuovi vicini di casa e nonostante conoscano delle persone un po’ difficili come per esempio il signor Spaccaprimo, riescono ad amare i dolci sapori delle ricette italiane. Crede che per uno straniero sia difficile adattarsi ad uno stile di vita diverso?

Nulla è semplice. Lo spirito di adattabilità è importante in ogni occasione: un trasferimento, un nuovo lavoro, una malattia, un evento importante… Alle due donne come ad ogni straniero, come scrivo in un capitolo, manca il senso acceso dell’abitudine, ma è proprio nelle nuove azioni quotidiane che ci si ritrova davanti ad una sfida: ricominciare nonostante tutto. Olga e Berta adeguano le loro passioni a tutto ciò che le viene offerto dalla nuova terra. Amano l’arte con tutte le sue sfumature e continuano ad averne cura attraverso i loro hobby, come la cucina e la scrittura, trovando nel nuovo un grande potenziale.

Sta lavorando a qualche progetto nuovo?

Sto lavorando a tre progetti per me molto importanti. Tra questi c’è la stesura del mio terzo romanzo breve: “Bentornato a casa”. Un libro che chiuderà un mio primo percorso letterario da me denominato: “trilogia dei colori” concetto ben visibile nelle tre copertine dei miei romanzi riconoscibili dalla grafica grazie ad un dualismo tra due colori e tre elementi chiave. E poi sto lavorando ad una raccolta particolare e nonostante la grande passione per la lettura e la scrittura, sono attualmente in cerca di un’azienda che possa prendermi come copywriter e social media manager. Mai perdersi d’animo, nemmeno e soprattutto in periodi di crisi!

Vorrebbe ringraziare qualcuno che magari le è stato vicino nei giorni della stesura del suo romanzo?

I miei ringraziamenti vanno sicuramente ai miei fratelli Davide e Mirko che rispettivamente realizzano copertine, spot e booktrailer dei miei romanzi in collaborazione con la mia casa editrice Lettere Animate che ha creduto nel potenziale delle mie storie. Un grazie alla mia amica Francesca Daleno che con me cura il sito ufficiale: www.filippogigante.it, a tutti coloro che hanno voluto promuovere e recensire i miei libri e ai miei amici lettori che continuano a sostenermi anche a lunghe distanze.

La ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato e le auguriamo di aver fatto emozionare e rivivere certi avvenimenti ai suoi lettori e di averne incuriositi di nuovi.

Scarlett Lovelace

Articolista freelance, Seo Specialist, ama condividere le sue passione per il mondo della moda, il benessere e tutto ciò che può catturare la sua attenzione